Artemisia Gentileschi

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Secondo l’episodio biblico, una bellissima vedova, Giuditta, attirò nella sua tenda con l’inganno Oloferne, generale tiranno, e lo decapitò, con l’aiuto di una domestica, portando così il suo popolo alla vittoria. Questo episodio è raffigurato nel suo dipinto più famoso.
Come Giuditta portó alla vittoria il suo popolo, così Artemisia ha riscattato il femminile. Di scuola caravaggesca, fu colpita dall’uso che Caravaggio faceva dell’illuminazione, che colpiva con forza alcune parti lasciandone altre in ombra. Lei quella luce l’ha puntata sulle donne.
Protagoniste dei suoi lavori erano donne arrabbiate, in contrasto con la visione dominante all’epoca che connotava il femminile di fragilità e debolezza. Artemisia era l’unica donna all’epoca a dipingere scene bibliche, un tema d’appannaggio maschile.
Raffigurava eroine bibliche che riuscivano a vincere il nemico e affermare i propri diritti, raffigurava il potere del femminile. Quello stesso potere che lei aveva affermato nella sua vita, dopo la violenza subita con lo stupro e con il processo, affermandosi come pittrice donna in un mondo in cui alla donna spettavano i lavori di casa e l’arte la facevano gli uomini.
Fu la prima donna a essere ammessa alla prestigiosa Accademia Delle Arti e Del Disegno. Ha dimostrato che è impossibile relegare il talento, le passioni, la vita, nelle gabbie delle restrizioni sociali.
DA LEGGERE, VEDERE, ASCOLTARE:
- Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera. Regia di Jordan River
